SBK 2017, Misano: foto più belle, analisi, dichiarazioni

19 giugno 2017
di Giorgio Sala
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  • 1/27 Una foto della sequenza di immagini dell'incidente avvenuto all'ultimo giro di Gara 1, tra Jonathan Rea e Chaz Davies
    Mondiale Superbike 2017, Misano: le foto più belle del weekend, l'analisi del GP della Riviera di Rimini SBK e le dichiarazioni. La salute di Davies dopo il pauroso incidente; le polemiche sulle Pirelli dopo il crash di VD Mark; la prima vittoria Ducati per Melandri. Alle Kawasaki va bene anche quando... va male!

    Da Misano SBK con furore (e si continua fino al 2020)

    SBK 2017, Misano: foto più belle, analisi, dichiarazioni
    una suggestiva immagine di Forès e del muretto del Team Barni

    Il settimo round della WorldSBK è stato un continuo saliscendi di emozioni, al Misano World Circuit: in SBK, lato Ducati, c'è il grosso spavento per Davies in Gara 1, ma uno straordinario Melandri riporta la gioia in Gara 2. Nella Supersport Kenan Sofuoglu detta legge, nella categoria “300” lo spagnolo Perez è inarrestabile, mentre in STK 1000 un “arrembaggio” all’ultimo giro porta a Faccani la prima vittoria personale nella categoria.

    Per rivivere le emozioni di questo fine settimana al “Marco Simoncelli” basta sfogliare la gallery delle foto più belle, oppure leggere le parole dei protagonisti nell’ultimo paragrafo dell’articolo. Nel prossimo blocco invece trovate l’analisi di alcune delle questioni più importanti dopo il GP della Riviera di Rimini. A proposito: questo fine settimana al popolare Rimini Round è stata disputata la 50esima gara del WorldSBK e questa è l’occasione perfetta per annunciare il prolungamento della partnership tra il circuito romagnolo e il circus delle derivate di serie. Il Misano World Circuit ospiterà infatti le gare del Mondiale SBK fino al 2020.

    Prossimo appuntamento in calendario: Laguna Seca, il 7-8-9 Luglio prossimi.

    Tre incidenti in poche settimane: il caso Pirelli

    SBK 2017, Misano: foto più belle, analisi, dichiarazioni
    La spaventosa caduta di VD Mark in Gara 1: lo pneumatico SC0 si è "stallonato" dal cerchio

    Gara 1 della SBK è stata segnata da due momenti chiave: il brutto incidente tra Jonathan Rea e Chaz Davies, e qualche giro prima dalla caduta di Michael Van Der Mark. Il gallese, nonostante i danni alla vertebra L3 (frattura scomposta al processo traverso della terza vertebra lombare, senza interessamento midollare, oltre a una contusione al pollice sinistro), si ritiene fortunato per come sono andate le cose; illeso invece il pilota olandese di Yamaha, ma lo “stallonamento” della gomma posteriore ha suscitato non poca preoccupazione. Un episodio analogo era avvenuto qualche settimana fa a Donington, con Jonathan Rea: durante Gara 1 il pilota Nordirlandese era caduto rovinosamente (fortunatamente senza conseguenze) dopo che la gomma posteriore della sua Ninja aveva iniziato a perdere progressivamente pressione, per poi sgonfiarsi del tutto. L’intervento di Pirelli era stato immediato: per Gara 2 tutti gli pneumatici posteriori V0602 erano stati ritirati per accertamenti. Pirelli non aveva trovato alcuna anomalia...

    Dopo l’episodio di Van Der Mark (avvenuto con una SC0 tradizionale), Pirelli ha analizzato la gomma “incriminata”, riscontrando un cedimento dello pneumatico sulla parte destra, più precisamente di una lacerazione partita dall’interno della gomma. I tecnici hanno fatto “2+2”: Crescent Yamaha e Kawasaki Racing Team chiedevano di montare gli pneumatici “a secco”, dunque senza utilizzo di lubrificanti per montare la gomma sul cerchio; inoltre i due team utilizzavano degli speciali trattamenti sui cerchioni posteriori in modo da minimizzare il chattering. La Casa milanese è subito intervenuta, chiedendo ai team di riportare le gomme posteriore in modo che venissero rimontate delle gomme analoghe ma con la procedura tradizionale.

    Dopo questi fatti è nata una diatriba sul fatto che in regime di monogomma, il produttore (in questo caso Pirelli) dovrebbe controllare la pressione degli pneumatici, proprio come accade in Formula 1 oppure come fa Michelin in MotoGP. Nella WorldSBK la Casa della “Lunga P” fornisce indicazioni alle squadre sulle pressioni da utilizzare, ma i tecnici non hanno facoltà di verificare se queste indicazioni vengono rispettate o no. Secondo alcune “voci di paddock”, alcuni team sfrutterebbero questa situazione per cercare addirittura di migliorare la vita del pneumatico o guadagnare grip.

    Come se non bastasse, in Gara 2 compare un nuovo problema: Jordi Torres, mentre occupa una posizione da podio, è costretto ad alzare “bandiera bianca” per una foratura al pneumatico posteriore. Una SC0, come nel caso di Van Der Mark, e come nel caso dell’olandese la rottura dall’interno pare identica. Pirelli non ha mai avuto problemi di questo tipo in WSBK, e sembra strano che tutti questi incidenti siano avvenuti nell’arco di due Gran Premi: si tratta solamente di un caso fortuito?

    In ogni modo Pirelli ha diramato un comunicato pubblicato domenica sera, che recita così: “In seguito al problema riscontrato da Jordi Torres sul pneumatico posteriore della sua BMW in Gara 2, il Direttore Attività Sportive di Pirelli Moto Giorgio Barbier, ha dichiarato: “Il nostro obiettivo è portare a termine in breve tempo analisi approfondite in modo da chiarire le circostanze e le cause di quanto accaduto. I nostri laboratori a Milano sono già al lavoro. Data la complessità di tali analisi, saranno necessari alcuni giorni per ottenere dei risultati. Nel frattempo, finché non avremo chiarito e risolto la natura del problema, assicuriamo che per il prossimo round del Campionato Mondiale FIM Superbike che si svolgerà a Laguna Seca utilizzeremo delle soluzioni già sperimentate con pieno successo in passato”.

    Il "Sol levante" è Verde in Supersport e Superbike: è la moto o il pilota a fare la differenza?

    SBK 2017, Misano: foto più belle, analisi, dichiarazioni
    Kenan Sofuoglu

    La gara della Supersport 600 non è stato altro che una di quelle corse alle quali Kenan Sofuoglu ci ha abituato da diversi anni: pole position, ottima partenza, testa della corsa e vittoria. Il livello della competizione, per questo 2017, sembrava si fosse alzato rispetto agli anni scorsi: Cluzel ha un buon feeling con la Honda, PJ Jacobsen è veloce nel giro secco con MV Agusta, mentre Yamaha (in veste di team ufficiale) ha in sella alle nuove R6 due piloti del calibro di Caricasulo e Mahias. Aggiungiamo che Sofuoglu ha saltato le prime due gare del campionato per infortunio...

    Nella realtà dei fatti Kenan si sta dimostrando - per l'ennesima volta - un pilota di tutt’altro altro pianeta: 4 vittorie consecutive, ed è già a -5 punti dalla vetta della Classifica Mondiale. Nonostante siamo a metà campionato, l’epilogo sembra già scritto per Manuel Puccetti, che si è già portato avanti e ha fatto firmare il pluricampione turco anche per la stagione 2018: il team manager, ma soprattutto Kawasaki, potranno dormire sonni tranquilli. Alla domanda “ma è il pilota o la moto a fare la differenza?” la risposta sembra più scontata che mai: la ZX-6R non è così superiore alle rivali (Yamaha, Honda e MV Agusta) in termini di performance, a fare la vera differenza è il polso del pilota turco. Infatti basti vedere Kyle Ryde, pupillo di Jonathan Rea, che con la stessa moto non sta ottenendo i risultati sperati. Kenan conosce alla perfezione la Ninja, se l'è cucita addosso, ne sfrutta ogni minima dote al 100 % e sicuramente, pur non avendo un supporto ufficiale propriamente detto, beneficia di un trattamento e di una cura tecnica che un pentacampione del mondo può solo meritarsi!

    Tornando sul fronte Superbike, il dominio della Casa di Akashi è ancora più marcato: il titolo Costruttori è quasi ipotecato, mentre a contendersi il titolo iridato nella Classifica Piloti sono Jonathan Rea e Tom Sykes, dato che i ducatisti Davies e Melandri sono circa a 100 punti di distanza. A niente sono servite le restrizioni di Dorna sull’alimentazione delle Verdone di Akashi. Se in Supersport la differenza vera e propria la fanno i piloti, in WSBK la questione è leggermente diversa: la moto è sicuramente la più competitiva di tutte, ma se in sella ci sono un pilota (Rea) che sta riscrivendo i libri di storia ed un altro pilota (Sykes) che abbassa ogni anno i record di ogni circuito. Ecco che il piatto (anzi, il dominio) è servito. A Misano i due sono poi stati anche parecchio fortunati. In Gara 1 Sykes ha vinto solo grazie alle cadute altrui, tra cui quella del suo compagno di squadra, coinvolto nel crash di Davies. Solo che il ducatista ha dovuto rinunciare a Gara 1, Gara 2 e ci ha rimesso una vertebra, Rea invece è risalito in sella e ha fatto due podi... In Gara 2 - già senza Davies - i kawasakisti hannpo beneficiato dell'autoeliminazione di Torres e Fores, entrambi fuori per guasto tecnico mentre erano davanti alle verdone.

    Ducati le prova tutte...

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    Chaz Davies durante le prove, in sella alla Panigale con ruota posteriore lenticolare

    Ducati è sicuramente la seconda forza di questo Mondiale: Davies e Melandri hanno messo più volte i bastoni tra le ruote delle Ninja, ma non hanno mai avuto la costanza (e a volte la fortuna, ma serve anche quella) per essere sempre davanti a tutti. Davies ce la mette tutta (e anche di più), Marco sta arrivando ma non è certo lui il pilota che può stabilmente battere Rea. Il ravennate è a quota 20 vittorie, le ha ottenute con ogni moto con cui ha corso (Yamaha, BMW, Aprilia e Ducati), quindi sul talento non si discute, ma l'esperienza con la Panigale è impagabile, e lui ne ha ancora pochina. La moto comunque c'è, non è più quell'oggetto misterioso che faceva impazzire tecnici e piloti fino all'anno scorso. Solo che anche il progetto della Panigale è un po' plafonato. Si prova qualsiasi soluzione (vedi la ruota posteriore lenticolare), ma la verità è che il futuro è... quadricilindrico anche a Borgo Panigale.

    Yamaha, al suo secondo anno sopo il ritorno in WSBK con la nuova R1, sembra stia ultimamente facendo passi da gigante: non è da escludere che possa tornare a lottare per la vittoria, lo ha dimostrato a Misano. Anche Honda ha buone potenzialità con la nuova CBR, più leggera e corsaiola rispetto il modello precedente, ma i risultati in gara non arrivano. E purtroppo la scomparsa di Nicky Hayden non ha certo dato una mano... Il progetto BMW S1000RR inizia ad accusare i sintomi di vecchiaia, che si manifestano con qualche problema di affidabilità, così come Aprilia, alla quale si associa una scarsa conoscenza della moto da parte del Team Milwaukee, mentre MV Agusta rimane un grosso punto interrogativo.

    La moto è veloce, come dimostrano le performance in prova e Superpole. La F4, guidata da un superbo Camier, spesso è davanti alle BMW e alle Aprilia, ma anche alle Yamaha e alla Honda. Cosa manca? L'affidabilità, è sotto gli occhi di tutti. Per dare a Leon una moto veloce, a Schiranna devono avvicinarsi molto al limite di una moto che non ha nella freschezza tecnica la propria dote principale. E il limite spesso viene superato, vanificando il mega lavoro che un comunque super professionale e talentuoso Camier sta facendo quest'anno. Tanto che si parla di una sua separazione da MV per andare in Honda, con Jacobsen candidato a sostituirlo nella Classe Regina sulla 4 cilindri varesina.

    La parola ai protagonisti del weekend

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    Marco Melandri è autore della vittoria numero 100 per un pilota italiano in WSBK

    Marco Melandri: “Una vittoria ricca di significati”
    È stata una vittoria piena di significati, perché era la mia prima con Ducati, la mia prima in Italia, e la centesima di un pilota italiano in SBK. È il frutto di tanto impegno, calma nei momenti difficili, ed un grande lavoro di squadra. Non abbiamo mai smesso di crederci, e questo risultato ci ripaga degli sforzi. Abbiamo fatto una piccola modifica questa mattina, e prima della partenza ero sicuro di potermela giocare. In gara ho cercato di gestire il mio ritmo e, una volta preso il comando, guidare pulito senza strafare. Spero che Chaz si rimetta in fretta, la sua è stata una brutta caduta ma fortunatamente senza gravi conseguenze. Spero di giocarmi un’altra vittoria con anche lui in pista già a Laguna Seca”.

    Jonathan Rea: “peccato non essersi potuti giocare la vittoria”
    Sono molto soddisfatto del risultato di Gar2 anche se sfortunatamente non ci siamo potuti giocare la vittoria: ho faticato molto negli ultimi giri a causa della ruota posteriore sbilanciata, ho avuto un sacco di chattering e di vibrazioni. Ho cercato di concentrarmi sul sorpasso su Tom (Sykes, n.d.r.) per parecchi giri e una volta passato ho messo nel mirino Torres, purtroppo per lui ha avuto un problema tecnico e si è dovuto ritirare. Dobbiamo essere molto soddisfatti del risultato e tornare ai box per capire esattamente cosa ci ha fatto faticare così tanto; in Gara1 il feeling era decisamente migliore anche se in teoria il setup sarebbe dovuto essere lo stesso. A livello di classifica generale siamo messi molto bene, infine auguro a Chaz Davies un veloce recupero dall’infortunio”.

    Tom Sykes: “Mi sono giocato le chances di vittoria nei primi giri”
    Pensavo di poter fare meglio nelle prime fasi di gara: sono partito bene e ho fatto dei buoni sorpassi ma nei primi cinque giri non sono riuscito a far rendere bene né la moto né le gomme. In questi primi cinque giri mi sono giocato buona parte delle possibilità di vincere la gara. Al di là di questo, la seconda parte di gara è stata positiva e ho registrato dei buoni tempi, ma come ho detto ai ragazzi del team, la moto si è comportata regolarmente ma non ha reso bene nei primi giri. Credo che questo abbia influito pesantemente sulla gara, specialmente nei primi giri, in cui non sono riuscito a reggere il confronto con Torres e Forés; avremo di che lavorare per Laguna Seca… Sono davvero molto dispiaciuto per Chaz Davies, e tutto quello che posso fare è augurargli una pronta guarigione. In campionato il vantaggio sta crescendo e quello di questo weekend è stato un bel bottino di punti, mio e di Rea”.

    Chaz Davies: “La caduta poteva avere conseguenze peggiori”
    Non è mai ideale essere in pista senza poter correre, ma era importante essere qui a fare il tifo oggi e onestamente sono felice perché la caduta poteva avere conseguenze peggiori. Non sono al massimo della condizione, nei prossimi giorni ci concentreremo sul recupero. Domani farò una visita da uno specialista e poi faremo un piano sulla base delle sue raccomandazioni. L’obiettivo è correre a Laguna Seca”.

    Stefan Bradl: “Un weekend duro per tutti”
    Gara2 è andata decisamente meglio di Gara1, ma non è stata per nulla una passeggiata! Ho avuto problemi con la strumentazione: ci ho messo un paio di giri a capire che tutto fosse ok e da allora ho recuperato un po’ di passo per chiudere bene la gara. Arrivare decimi non è male, specialmente considerando le condizioni, ma ovviamente dobbiamo trovare una direzione da prendere per i prossimi round: questo fine settimana è stato davvero pesante, per tutti”.

    Michael van der Mark: “La cosa più bella? Essere stato in testa per qualche giro in Gara1”
    La partenza non è stata delle migliori: non sapevo dove passare nelle prime curve, ma pian piano sono riuscito a superare un po’ di piloti e piazzarmi bene. Ero dietro a Lowes e faticavo a tenere il ritmo. Avevo difficoltà nel fermare la moto anche se non avevamo cambiato nulla nel setup rispetto a Gara1. Vedevo che anche i piloti davanti non avevano lo stesso passo di sabato così ho provato a fare la mia gara e avvicinarmi a Lowes e Laverty. Ho passato prima uno e poi l’altro e mi sono iniziato ad avvicinare alla testa della corsa, ma davanti a me giravano con un ritmo analogo al mio e non sono riuscito a guadagnare su di loro. Verso fine gara ho iniziato ad avere problemi col posteriore ed è un peccato visto come stavo andando, ma la cosa positiva è che domenica abbiamo racimolato un po’ di punti. La cosa più bella di questo weekend è stata condurre la gara per un po’ di giri sabato. Non possiamo cambiare nulla di ciò che è successo in questi giorni, per cui prendiamo le esperienze positive e guardiamo avanti verso Laguna Seca!

    Alex Lowes: “Abbiamo fatto un ottimo lavoro sul passo gara”
    La partenza non è stata granché, sembra che la sorte lo faccia apposta: quando non azzecchiamo una partenza poi diventa difficilissimo recuperare, ma nonostante tutto il team ha lavorato benissimo sulla moto. Rispetto a Gara1 ho avuto un passo decisamente migliore, anche quando van der Mark mi ha passato sentivo di averne di più. Ho cercato di staccarmi da lui in partenza, ma mi sono bloccato dietro a Laverty e lui mi ha ripreso. Anche quando Michael ci ha passati entrambi sono riuscito a tenere il passo senza forzare troppo. Per tutto il weekend è stato più veloce di me quindi credo di aver fatto un buon lavoro sul passo gara. È stato facile fare un piccolo errore oggi e non ho ben capito cosa sia capitato, è un peccato aver perso un’opportunità così di fare punti. In fin dei conti è stato un buon weekend, ci ha permesso di capire che c’è del potenziale, anche se è stata dura. Abbiamo imparato molto e ora siamo focalizzati su Laguna Seca”.

    Xavi Forés: “Vogliamo continuare a essere il miglior team privato”
    È stato un peccato perché oggi sentivo il podio vicino. Stavo spingendo forte e riuscivo a mantenere un passo costante. Eravamo più competitivi rispetto a ieri e le Kawasaki avrebbero dovuto faticare per venirci a prendere. A Laguna Seca vogliamo rifarci e continuare ad essere il miglior team privato”.

    Jordi Torres: “Peccato non aver concluso la gara”
    Eravamo convinti di poter fare una bella gara oggi. Sono partito forte, sfruttando la partenza dalla pole. Non avere nessuno davanti a me, ha aiutato, ho fatto la mia linea ideale, ho tenuto il mio ritmo e non appena ho visto una possibilità, ho superato Forés. Ho fatto la mia gara, ero sempre al limite, dando il 100%. Sono stato qualche giro con Melandri, continuando a lottare, ma poi a quattro giri dalla fine, ho cominciato a sentire delle vibrazioni, mi è scivolata la ruota posteriore della moto e mi sono reso conto che si trattava dello stesso problema allo pneumatico che avevo avuto ad Assen, gara 1. Ringrazio i ragazzi del team Althea, i quali hanno trovato una soluzione ciclistica mai provata prima, che si è rivelata molto importante e che mi ha permesso di trovare la confidenza necessaria per esprimermi al meglio. Mi dispiace molto non aver portato a termina la gara, ma dobbiamo prendere la prestazione di oggi e portarla a Laguna Seca”.

    Eugene Laverty: “Ok alleggerire l’anteriore, ma c’è ancora da lavorare”
    Il quinto posto è il nostro miglior risultato finora, dobbiamo esserne contenti. I piloti davanti a noi sono stati molto veloci in partenza ed è stata dura recuperare, ma rispetto a sabato è stata una gara migliore. Ho tenuto un buon passo ed è stato cruciale per poter portare a casa dei punti decenti. Sabato ho stressato troppo le gomme e oggi sono stato costante, è stato meglio. Sabato notte abbiamo fatto delle modifiche per alleggerire l’anteriore, ha funzionato ma dobbiamo ancora fare progressi. Guardando avanti, a Laguna Seca il pilota conta molto di piò, dovrebbe essere divertente. Il quinto posto di domenica è stato il benchmark che cercavamo, e speriamo di avere un’altra buona prestazione negli Stati Uniti”.

    Lorenzo Salvadori: “La questione dell’anteriore non è ancora risolta”
    Quello di Misano è stato un weekend positivo per noi. Chiudere sesti è stato un buon risultato ma bobbiamo ancora lavorare molto, sono ancora troppo lento. Abbiamo fatto alcune modifiche all’anteriore dopo i problemi di sabato: purtroppo sono state utili fino a un certo punto e il problema ha persistito, avremo del lavoro da fare anche dopo Misano. Sono felice dei punti guadagnati, e spero di poter replicare questa prestazione. Mi sento pronto per Laguna Seca, l’anno scorso sono stato a un passo dal podio ed è una pista su cui mi trovo bene. Abbiamo imparato parecchio da questo weekend, dobbiamo lavorare molto per essere sicuri di arrivare in piena forma a Laguna Seca”.

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