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La morte di Simoncelli, elettronica e gomme: non sono loro i colpevoli

Non c’entrano le coperture Bridgestone o l’elettronica, ma è stata solo colpa della sfortuna che ha fatto coincidere il tentativo di restare in gara di un abile pilota come Marco con il passaggio in quell’istante di Colin Edwards e Valentino Rossi. Vi spieghiamo cosa è successo, mostrandovi anche il video di un precedente simile, ma a lieto fine.

Milano - Dall’interpretazione del tragico incidente in cui ha perso la vita Marco Simoncelli sono scaturite molte polemiche riguardo le gomme e l’elettronica che equipaggiano le moto da GP. In particolare, per le coperture, era da tempo che i piloti lamentavano una certa fatica delle Bridgestone ad entrare in temperatura, con conseguenti problemi di grip. Tra l’altro Supersic era stato l’unico pilota a scegliere la mescola più dura. Ma, quando si sono spenti i semafori, l’asfalto era caldo per effetto del sole cocente di quella giornata e l’incidente è avvenuto dopo che i piloti avevano già fatto un giro e mezzo della pista malese. Sepang è un tracciato molto lungo, dove si gira in senso orario. Perciò non crediamo che la spalla destra delle gomme di Marco potesse essere ancora fredda, poco prima dell’impatto, e che ad essa sia imputabile la tragedia accaduta.

Anche tra la caduta di Simoncelli e l’azione invasiva dell’elettronica non si trovano collegamenti. Sic ha perso la ruota anteriore poco prima di quella posteriore, o al massimo insieme, e sull’avantreno non agisce alcun dispositivo elettronico. Riguardo alla traiettoria dell’impatto, la moto ha ripreso grip e ha puntato verso l’interno della curva, in seguito ad una manovra che avrebbe avuto gli stessi effetti su una moto qualsiasi. Basti vedere il video che pubblichiamo, in cui il pilota americano Jamie Hacking fa quel tipo di manovra, durante una gara dell’AMA Pro Daytona Racing Sportbike disputata al Barber Motorsport nel 2009, in sella a una Kawasaki ZX-6R, priva di qualsiasi dispositivo elettrico. Quello di Marco è stato un tentativo di recupero fatto, molto probabilmente, a gas tutto chiuso: quando un pilota con esperienza avverte una perdita di aderenza così importante, istintivamente chiude l’acceleratore. Se la moto, poi, prosegue verso l’interno del tracciato è solo per inerzia. Ciò si verifica a maggior ragione su una moto dotata di controllo elettronico di trazione: quando la centralina rileva una differenza anomala tra la velocità della ruota davanti e quella della ruota dietro taglia automaticamente la potenza, indipendentemente dalla volontà del pilota.

Sul prossimo numero di Motociclismo, tutto su Simoncelli, la sua carriera, i perché e le immagini dell'incidente.

ste.angel
15:54 25/10/2011
Salve, esprimo innanzi tutto il mio dispiacere e dolore per la perdita di un grande campione, Marco Simoncelli. Per quanto ho sentito nei diversi tg, interviste e interventi nelle varie trasmissioni, mi sento di dare il mio parere: non credo che l'accaduto sia imputabile a controlli elettronici di vario genere o a problemi di gomme, nelle competizioni tutto è proteso alla prestazione ed alla sicurezza, non credo che i piloti userebbero questi ausili se fossero realmente pericolosi, secondo me, si è nell'ottica di cercare un colpevole. Forse per alleviare il dolore o forse perché piace dare giudizi e colpe. Il fatto resta, un bruttissimo incidente che è costato la vita ad un ragazzo, pilota e Motociclista, dai diversi video che si trovano in rete la dinamica risulta "strana", l'impressione è quella che il pilota sia rimasto "incastrato" tra asfalto e moto in un moto curvilineo dettato dal contatto con il terreno delle gomme (cosa che nessun sistema elettronico può evitare) e dall'avanzamento per inerzia, non sotto trazione , è vero, l'elettronica regola freno motore, ma non credo che questo sia stato l'elemento scatenante, anzi, la bontà di certi sistemi è riportata in molte riviste, in cui addirittura si elogia questa elettronica, quanto per le moto di serie quanto per quella da competizione, con vantaggio non solo in termini di tempi sul giro. Purtroppo nei diversi commenti sentiti alle varie trasmissioni ho sentito, a mio avviso, giornalisti "ignoranti" in materie esprimere dubbi sulla sicurezza delle piste, delle gare e dell'abbigliamento utilizzato, in particolare ho sentito parlare di cinturino dl casco che ha ceduto, o che l'airbag della tuta non si sia azionato (la lunghezza del cinturino del casco da come si vede nel video è normale, ovvero come se fosse ancora allacciato, solo con un estremità libera, rottura del casco presumo sia nella zona di attacco della mentoniera, in sostanza credo si sia rotto nei punti di ""debolezza"" indotti dai fori che tengono il cinturino stesso, a causa dell'impatto con la ruota, l'airbag si aziona grazia a sensori che rilevano accelerazioni o posizioni anomale del pilota, ecc), non credo sia plausibile come discriminante, quando per sua natura la pista è il luogo più appropriato per gareggiare e correre, anche perché in strada, ad esempio, il bilancio è ben più sinistro [causa anche di dispositivi obsoleti (Guard rail non progettati per i motociclisti!), manutenzione delle strade e a volte distrazioni e tutto il resto]. non difendo con quanto detto l'elettronica che in altri casi, si suppone, abbia fatto la sua parte, tento solo di dire, che in questo caso è stato un Brutto incidente, come ce ne sono stati anche in altre discipline. permettetemi. Ciao Marco.
macdvd
08:41 25/10/2011
Non sono del tutto d'accordo con la vostra teoria. Credo proprio che sia arrivato il momento di riflettere sul monogomma monomarca, da quando esistono le moto, ogni moto si adatta bene alla sua gomma, e ogni pilota ha un feeling maggiore con una gomma piuttosto che un altra. C'è un dato di fatto, questo modiale assomoglia di più ad una gara di bowling che una di moto, nessuno è riuscito a stare in piedi, non credo che gli asfalti siano diventati così pessimi !!! Quindi se la gomma avesse tenuto, il TCS non sarebbe dovuto intervenire a controllare la derapata..... Dal mio punto di vista Bridgestone dovrebbe fare un bel esame di coscienza, e chi ha deciso il monogomma/monomarca dovrebbe dormire con qualche incubo, 2 morti in 2 anni consecutivi non è prettamente "sfiga"!! Incredibile si parla di sicurezza e poi si fanno i regolamenti per risparmiare "SULLE GOMME" ???? Io da motociclista vorrei avere delle gomme che tengono all'inverosimile, che si scaldano subito, che mi danno sicurezza, il resto sarebbe tutto relativo. Io se fossi nei panni di Vale mi comprerei un treno di gomme Pirelli, giusto per togliermi un dubbio !!!
ceccorapo
08:37 25/10/2011
Non sono daccordo nemmeno io e imputo al controllo di trazione l'aver spinto la moto verso il centro della pista,quando invece la stessa avrebbe dovuto proseguire la scivolata verso l'esterno,come la fisica insegna.Trovare rimedi sarà cura dei tecnici,intanto lo sfortunatissimo SuperSic non c'è più!Anche nell'incidente di Kato a Suzuka si è fatta molta fatica ad ammettere che era stata l'elettronica a proiettare il pilota verso il muretto.Se questa è la nuova frontiera della sicurezza,non nascondiamone le lacune.
testacalda
21:22 24/10/2011
secondo me, sbagliate!il tcs è il colpevole, perchè ha permesso a marco di raddrizzare la moto.Senza di esso la moto avrebbe perso il posteriore seccamente innescando un sovrasterzo o cmq avrebbe portato la moto verso l'esterno a causa della perdita di aderenza della gomma anteriore.Il tcs ha dato trazione alla gomma posteriore e successivamente a quella anteriore.