PREPARAZIONE FISICA E PSICHICA Ora che tutto è pronto, posso dare inizio alla mia preparazione personale alla gara, fisica e psicologica. Faccio due passi nel campo da cross e do un occhio al terreno: la pista sembra abbastanza dura, ma la pioggia l’ha resa leggermente spumosa (spumosa???, ndr). Tra i sassolini, proprio dopo una prima curva stretta, c’è un insetto, un cervo volante, che passeggia. Per evitare che venga schiacciato dalle moto, lo sposto nei cespugli. Ho così compiuto la mia buona azione quotidiana, il che porterà sicuramente fortuna. Ed ecco risolta la parte psicologico-scaramantica. Poi, torno al furgone e tiro fuori i miei attrezzi da pilota, per la preparazione fisica. Una crema idratante per evitare che la polvere mi secchi la pelle, un po’ di cipria per coprire le occhiaie (non voglio che tutti capiscano che non ho chiuso occhio per la paura). Per entrare del tutto nel ruolo, sfodero infine una serie di cacciaviti improbabili, colorati e decorati con piume di struzzo. Le persone intorno a me sembrano perplesse, ma non possono che apprezzare il mio kit da off-road. Così, per un attimo mi dimentico totalmente di essere andata a Faenza per una gara di cross country e mi lancio in un lungo e tortuoso discorso sull’incredibile fascino e varietà di oggetti che mi piacerebbe sfoggiare in pista. I miei interlocutori ci mettono ben cinque minuti a interrompermi. L’altoparlante sta invitando i piloti a recarsi nell’area di rifornimento per il briefing e per fare un giro di perlustrazione. Si chiede a tutti di andare piano, di prestare attenzione al terreno, che nel sottobosco è ancora bagnato e scivoloso proprio nel punto in cui costeggia pericolosamente un fiume. Trovo sia un suggerimento di estrema importanza, almeno per me. Mi ricordo le mille, divertenti (o meglio, ridicole) cadute che mi hanno portato fin qui. Spesso, erano proprio dovute a una valutazione errata della tipologia di terreno, a un approccio approssimativo e a una totale incapacità di dosare il gas. Attaccarsi all’acceleratore quando si va in panico è decisamente il primo vizio da togliersi e sarebbe un vero peccato finire nel fiume durante il giro di prova. Bene, si parte.
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