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Intervista a Francesco Santillo, fondatore di Neptune Design: racconti di un designer italiano emigrato in Giappone

“Una decina di anni fa, stanco dell’Italia e alla ricerca di un’esperienza diversa, feci un colloquio per il Centro Stile Toyota in Costa Azzurra. La selezione andò però così bene che mi chiesero di entrare direttamente al Centro Stile in Giappone”. Precedentemente Santillo aveva lavorato per Piaggio, Giugiaro e Mercedes. Lasciato il Centro sitle Honda, oggi si dedica la suo studio “Neptune Design” SEGUE...

Intervista a Francesco Santillo, fondatore di Neptune Design: racconti di un designer italiano emigrato in Giappone

CARRIERA NEL SOL LEVANTE Al Salone di Taipei abbiamo incontrato Francesco Santillo, giovane designer italiano che vive in Giappone, dove lavora da otto anni. Dopo un passato nei migliori centri stile del settore auto e moto, di recente Santillo ha avviato un proprio studio, chiamandolo Neptune Design. Lo stile italiano è molto apprezzato dai giapponesi, che sono però restii a rivolgersi all’esterno. Lui, forse memore di quando per pagarsi gli studi consegnava pacchi a domicilio, in un certo senso è passato a consegnare a domicilio lo stile italiano. Racconta Santillo: “Una decina di anni fa, stanco dell’Italia e alla ricerca di un’esperienza diversa, feci un colloquio per il Centro Stile Toyota in Costa Azzurra. La selezione andò però così bene che mi chiesero di entrare direttamente al Centro Stile in Giappone: rimasi sbigottito, ma era un’occasione unica, e non ho potuto dire di no”. Origini calabresi, nascita a Roma e formazione allo IAAD di Torino, Santillo ha appena lasciato il Centro Stile Honda per dedicarsi al suo Studio. Prima che per Honda, in carriera ha lavorato sia sulle due che sulle quattro ruote: partendo dalla Italdesign di Giorgetto Giugiaro e passando per varie esperienze. Tra queste annovera Piaggio, lasciata perché richiamato da Italdesign, poi lo studio di Design aperto da Mercedes sulle rive del lago di Como, infine il salto in Toyota. Aggiunge Santillo: “I colleghi giapponesi mi chiedevano se ero matto: consideravano il Centro Stile Mercedes il miglior posto del mondo per un designer, e io avevo mollato tutto per il Giappone. Ma per me era soprattutto una bella sfida e sono contento di essere qui. Tanto è vero che ho aperto il mio studio in Giappone, non in Italia”.

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