Test interfono SENA Linkin Ride Pal II + LS2 Metro FF324

13 gennaio 2018
di Luca Nagini
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  • 1/5 Interfono Linkin Ride Pal II + LS2 Metro FF324: con i tre tasti presenti sul cinturino del casco si comanda tutto, ma risultano orientati verso destra, quindi in movimento, si fa un po’ fatica a raggiungerli con la mano sinistra
    Abbiamo messo alla prova l'interfono SENA Linkin Ride Pal II integrato nel casco LS2 Metro. Il nostro test valuta qualità audio, autonomia, pesi e potenza di ricezione. Ecco com'è andata
    Test interfono SENA Linkin Ride Pal II + LS2 Metro FF324
    Per i test in laboratorio degli interfoni ci siamo rivolti ad un laboratorio specializzato in test di omologazione, la Newton di Mazzo di Rho (MI), dove vengono provati anche i caschi da Formula1

    Abbiamo messo a confronto i più conosciuti sistemi interfono integrati, ospitati in altrettanti rinomati caschi touring (LS2, Nolan, Schuberth, Shark). Il cuore della prova è la verifica della qualità audio, rilevata tramite test effettuato in galleria del vento, per testare la quale ci siamo rivolti ad un laboratorio specializzato in test di omologazione, la Newton di Mazzo di Rho (MI), dove vengono provati anche i caschi da Formula1. Abbiamo voluto però dare un punteggio anche ad autonomia, pesi, potenza di ricezione e qualità audio, (in fondo all'articolo vi spieghiamo nel dettagli i test effettuati, cliccate qui per le foto). Sotto la lente di ingrandimento oggi mettiamo il casco LS2 Metro FF324 abbinato al sistema di comunicazione SENA Linkin Ride Pal II.

    Com'è fatto

    Questo interfono è prodotto da SENA ed equivale nelle funzionalità ai modelli SMH10R e SMH5, quindi non i più evoluti in gamma. A conti fatti, manca solo la possibilità di ascoltare le indicazioni di un navigatore da smartphone durante la conversazione interfono. Può essere facilmente associato a dispositivi dello stesso produttore per entrare in una comunicazione di gruppo (fino 4 utenti). I comandi sono semplici e rapidi per accendere il dispositivo e parlare con il passeggero (un click al tasto centrale), per tutte le altre funzioni, bisogna avere buona memoria e ricordare le combinazioni di pressioni lunghe e brevi dei vari tasti (meglio tenere a portata di mano il manuale utente, come tutti i prodotti SENA). Il vero difetto è la mancanza di una app per smartphone per gestire tutte le funzioni, che sono evolute ma non intuitive da utilizzare.

    La caratteristica più rilevante sono i comandi vocali perfettamente integrati nell’imbottitura del cinturino, il design del casco non viene in alcun modo alterato, tutti i componenti rimangono interni. Con i tre tasti si comanda tutto, ma risultano orientati verso destra, quindi in movimento, si fa un po’ fatica a raggiungerli con la mano sinistra. Classico microfono ad astina, la presa di ricarica/collegamento PC rimane annegata negli interni del casco.

    Test interfono SENA Linkin Ride Pal II + LS2 Metro FF324
    I comandi vocali perfettamente integrati nell’imbottitura del cinturino, il design del casco non viene in alcun modo alterato, tutti i componenti rimangono interni. Modifica

    DATI DICHIARATI

    • Materiali: Policarbonato (3 misure)
    • Chiusura: Micrometrica
    • Taglie: Da XXS a 3XL
    • Funzioni: modalità interfono fino a 4 utenti; abbinamento con due dispositivi Bluetooth, condivisione musica, A2DP, Bluetooth 3.0, interfono universale, chiamata rapida, radio FM (anche in sottofondo durante conversazione interfono), riduzione del rumore di fondo, comandi vocali.

    DATI RILEVATI
    • Distanza di ricezione (in condizioni reali): 510 m
    • Autonomia: 11 ore e 30 minuti
    • Peso interfono: 92 g
    • Peso Casco Completo: taglia M 1.715 g, taglia L 1.726 g

    LA NOSTRA PAGELLA
    • Qualità audio: 2,5/5
    • Funzionalità: 3,5/5
    • Facilità d'uso: 2,5/5
    • Autonomia: 3/5
    Prezzo casco + interfono: da 358 euro
    Prezzo interfono: da 149 euro

    Pregio: completamente integrato nel casco
    Difetto: mancanza app

    I nostri cinque test

    Qualità audio: per valutare la qualità dell'audio degli interfoni integrati ci siamo affidati ai laboratori della Newton, che dispone di una galleria del vento a ciclo chiuso. Qui è stata utilizzata una testa bineurale in taglia 60 secondo la norma EN960, dove sono installati due microfoni in corrispondenza del meato uditivo. Sono stati quindi fatti “ascoltare” alla testa 17 fonemi semplici, scelti in una tabella che prevede per ogni riga tre opzioni di fonemi similari e facilmente confondibili tra loro. Abbiamo poi personalizzato il test mettendo in galleria una coppia di caschi (sempre gli stessi) con installati gli interfoni (2 per ogni marchio): una persona fisica pronuncia la serie di fonemi, prima in condizioni statiche, poi con un vento alla velocità di 110 km/h.
    Prova d'ascolto: alla fine della prova in galleria abbiamo ottenuto un file audio che abbiamo fatto ascoltare ad una giuria campione. Quest'ultima ha dovuto indovinare i fonemi pronunciati tra quelli a scelta e dare un giudizio complessivo all'ascolto di ogni file.
    Autonomia: per verificare l'autonomia degli interfoni li abbiamo messi in comunicazione tra loro, carichi al massimo. Ciascuno “parlava” agli altri dispositivi, sparsi per la stanza, ascoltando la voce e la musica proveniente da una radio sempre accesa.
    Misurazioni: abbiamo pesato l'intero sistema che viene installato sul casco: centralina, staffa di base (adesiva), altoparlanti e microfono ad asta.
    Distanza di ricezione: abbiamo scelto una strada isolata senza traffico, abitazioni e linee elettriche, per ridurre le variabili al minimo, ma con ostacoli fissi come alberi o leggere curve sul percorso. Non devono stupire i dati lontani da quelli dichiarati: non esiste una normativa in questo senso, ogni produttore può fare i test come vuole, anche in mezzo al deserto senza installare le centraline su un casco indossato da una persona fisica. Il primo motociclista resta fermo, gli altri tre si allontanano fino a quando la comunicazione inizia ad essere disturbata, ma ancora buona. A quel punto si ferma il secondo motociclista, a fare da ponte, e proseguono gli altri due, fino a ripetere la procedura. Quando la comunicazione inizia ad essere disturbata, si ferma il terzo e prosegue il quarto da solo. Ogni volta che si “perde” una pedina, viene segnato un punto con il GPS, che alla fine ci darà la distanza.

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