La "Guazza", un vero mito degli Anni ‘60

24 novembre 2017
a cura della redazione
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  • 1/17 La Guazzoni Matacross 50 Special del 1973. Era disponibile nella versione a 4 marce, ma si poteva montare, anche dopo l'acquisto, il cambio a 6 rapporti
    Vero status symbol tra i ragazzi lombardi, la Matacross 50 Special ha segnato un'epoca. Aveva un esclusivo motore a disco rotante e il meglio della componentistica disponibile sul mercato. Tecnica, storia, curiosità e prova

    Un pò di storia

    La "Guazza", un vero mito degli Anni ‘60

    Forse il marchio Guazzoni non è uno dei più conosciuti in assoluto nel panorama della moto. Pur costruendo moto sin dal 1936 (una 500 col motore inglese Calthorpe) è solo negli anni Sessanta che conosce il momento di massimo fulgore trasformando un motore da kart con distribuzione a valvola rotante in un propulsore per un cinquantino che sarà un successo: la Matta 50. La fabbrichetta che porta il cognome del signor Aldo, nel milanesissimo quartiere di Porta Romana che già ospitava la Mas e la Parilla, è attiva dal 1961 ma si può considerare un atelier artigianale più che una vera industria. Tanto è vero che i clienti vanno direttamente in via Altaguardia al n° 6 a ritirare la loro Matta, magari a farsela personalizzare con colori, accessori diversi oppure la riportano per una riparazione. Siamo di fronte a moto costruite una a una, a motori assemblati interamente a mano, a modelli che non proprio rispettavano al cento per cento la novità che avevamo visto poco prima al Salone o nella concessionaria. L'Officina Meccanica Guazzoni, questa l'esatta denominazione, era poco più che una serie di appartamenti e magazzini: al primo piano la casa del signor Aldo (casa e bottega è molto, molto milanese), l'esposizione delle moto, gli uffici amministrativi e il montaggio erano al piano rialzato, mentre nel sotterraneo esisteva la sala di montaggio di moto e motori, con il banco prova dei propulsori, lo spazio per le macchine utensili per le lavorazioni dei carter.

    La nascita di una fuoristrada

    In questo ambiente molto "ruspante", ma pure molto creativo nella tecnica e nella capacità di ingegnarsi con poco dove lavoravano una decina di persone, compreso i due figli del titolare, nasce la Matacross (qui trovate tutte le immagini). Seguendo le richieste del mercato, che spingeva sulle moto da fuoristrada diventate protagoniste di un vero boom, la Matacross ha tutte le carte in regola per piacere: prima di tutto il motore esclusivo perché non esistono altri ciclomotori con l'ammissione a disco rotante e il cambio estraibile, un sound elettrizzante se montavi la marmitta a "sogliola", poi una componentistica adeguata anche per affrontare il vero fuoristrada con tanto di sospensioni Ceriani (il massimo per quel tempo), un telaio a doppia culla chiusa con tubi da 22 mm di diametro, così robusto da sostenere il doppio della cilindrata e anche di più, pneumatici giustamente artigliati, un manubrio Tommaselli largo, il serbatoio con una nicchia per metterci un minimo di ricambi e se andavi a correre pure la tabella dei controlli orari ben bloccata dagli elastici. Chicca tecnica: quando il perno della ruota posteriore si sfila, la corona e la catena rimangono vincolate al forcellone, proprio come le vere moto da Regolarità. Questa Special viene messa a punto da un campione del fuoristrada come Arnaldo Farioli, che poi diventerà l'importatore delle KTM.

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    Perchè "Matacross"?

    Perché Matacross e non Mattacross? Per distinguerla dalla sorella da "velocità", la Matta 50. Lo sportivissimo ciclomotore (in versione Export superava i 100 km/h) era stato così chiamato dalla carta del "sette e mezzo" quella che spariglia tutto. Un'altra versione, narra che deriva dal fatto che in omologazione non si riusciva a farla andare sotto i 40 km/h del Codice strada.

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    La nostra prova, datata marzo 1971

    Come va la bellissima Matacross Special del 1971, lo racconta il numero di Motociclismo del marzo di quell'anno:

    "Soddisfacente l’assetto grazie alla opportuna altezza del manubrio, alla celebrata collocazione dei vari comandi a pedale e alle dimensioni del sellone; per di più la sagoma del serbatoio si è rivelata particolarmente funzionale, e soprattutto quando si guida rialzati sulle pedane permette di tenere la moto ben serrata tra le ginocchia, anche nelle peggiori condizioni del terreno. Non che la moto tenda a scappare di mano e a saltellare da tutte le parti, tutt’altro; anche se il suo nome potrebbe ricordarlo, ‘Matta’ non è.

    È invece una 50 con la quale ci si può lanciare decisi sui fondi più sconnessi e più infidi: le sospensioni sono tra le migliori incassatrici che la produzione nazionale (e forse anche internazionale) abbia mai sfornato, la distribuzione dei pesi è soddisfacente e il famoso telaio di cui si parlava è veramente in gamba. Nel corso della nostra prova abbiamo affondato le ruote nella neve e nel fango, quel particolare tipo di fango che sembra contenere tra i suoi ingredienti tanta colla da mettere in difficoltà anche una BSA Victor nelle mani di Jeff Smith. Ebbene, su un terreno del genere sono apparsi evidenti i numerosi pregi della Matacross Special: anzitutto una buona aderenza, dovuta non tanto all’artigliato posteriore da 3.00 quanto alla cura posta nello studio di un assetto ‘scientifico’... Da aggiungere una grande maneggevolezza ed un ampio angolo di sterzo.

    Il nostro test è stato duro anche per il motore, che però è sempre stato all’altezza della situazione, dimostrando in ugual misura potenza, docilità e resistenza. Sempre prontissimo ad avviarsi... Sette cavalli ben domati, dunque, ma quando è necessario, pronti a saltar fuori d’impeto. Da un minimo basso e regolarissimo il motore prende i giri molto rapidamente, senza nessuna esitazione nei passaggi, ed il tono dello scarico, da ovattato e sommesso diventa acuto e pieno, gradevolissimo... Il modello a nostra disposizione aveva il cambio a 4 rapporti, ma naturalmente col 6 marce è possibile sfruttare meglio la potenza. Col 4 marce è necessario ricorrere spesso alla frizione e soprattutto con un fondo pesante è inevitabile strapazzarla un po’, senza tuttavia avvertire segno di fatica, anche alla lunga. Potenti i freni, specialmente l’anteriore, ottima la loro impermeabilità.

    E concludiamo con la vil moneta. La Matacross Special costa 240.000 lire nella versione 4 marce; il sovrapprezzo per ottenere il modello a 6 è fissato in 40.000 lire. Se vi affrettate a rompere il salvadanaio farete in tempo ad averla tra i primi e a sfruttare le belle giornate di primavera per rodarla come merita”

    La "Guazza", un vero mito degli Anni ‘60

    Scheda tecnica

    DATI TECNICI GUAZZONI MATACROSS 50 SPECIAL
    Motore Monocilindrico inclinato in avanti a 2T, cilindro in ghisa e testa in lega leggera, distribuzione a disco rotante, durata fase aspirazione 200°, alesaggio per corsa 41x37,5 mm, cilindrata 49,5 cc, rapporto di compressione 8:1.
    Accensione A volano magnete da 28 Watt/6 Volt sulla destra dell'albero motore e bobina AT esterna, anticipo fisso 15°, distanza tra i contatti 0,35 mm, candela grado termico 225 scala Bosch, distanza tra gli elettrodi 0,5-0,6 mm
    Alimentazione Miscela al 6%, serbatoio carburante da 11 litri, di cui 2 di riserva. Carburatore Dellorto MB 18, diametro diffusore 18 mm, getto max 105, getto minmo 50, valvola gas 50, polverizzatore 260, spillo conico E1 alla seconda tacca, filtro aria F11, vite aria aperta di 1 giro + mezzo
    Trasmissioni Primaria a catena sul lato destro, rapporto 3:1 (36/12), secondaria a catena, rapporto 4,153 (pignone 13, corona 54 denti)
    Cambio A 4 marce (6 su richiesta) con leva a pedale sul lato destro
    Frizione A dischi multipli a bagno d’olio
    Telaio A doppia culla chiusa in tubi di acciaio
    Sospensioni Anteriore forcella teleidraulica Ceriani, posteriore forcellone oscillante con due ammortizzatori Ceriani teleidraulici
    Ruote A raggi con cerchi in acciaio, pneumatici Pirelli MT 74 da 2.50-19" ant e 3.00-17" tipo Motocross
    Freni Anteriore e posteriore a tamburo centrale in lega leggera a camma singola, dimensioni utili 135x20 mm
    Dimensioni in mm e peso Lunghezza 1.840, interasse 1.200, larghezza 820, altezza 1.050, altezza sella 790, altezza pedane 270, luce a terra 230, peso a vuoto 75 kg
    Prestazioni Potenza max 1,08 CV a 3.800 giri, velocità massima 40 km/h, pendenza massima superabile 20%. Variante Export: potenza max 7 CV a 9.000 giri, velocità massima 85 km/h, pendenza superabile al limite del ribaltamento

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