“Steady Eddie” story, parte 4 (1991-1992: gli anni in Cagiva)

3 febbraio 2017
a cura della redazione
“Steady Eddie” story, parte 4 (1991-1992: gli anni in Cagiva)
​Eddie Lawson è il pilota americano che ha vinto di più nel Mondiale 500 all'epoca delle mitiche 4 cilindri 2 tempi. Campione introverso e taciturno, non infiamma gli appassionati, ma guida pulito ed efficace. 3 titoli iridati con Yamaha, 1 con la Honda, 31 GP vinti, tutti in 500: ecco il bilancio di 10 anni nel Mondiale, terminato con un biennio indimenticabile per gli italiani: Lawson guida la Cagiva e regala alla Rossa varesina la prima vittoria

Anni in rosso

“Steady Eddie” story, parte 4 (1991-1992: gli anni in Cagiva)

Continuiamo il racconto della carriera del campione americano Eddie Lawson: vi abbiamo accompagnato a seguire idealmente i suoi esordi negli USA, per poi passare ai suoi primi 6 anni nel Motomondiale (1983-1988), tutti in sella alla Yamaha e particolarmente fruttuosi, con tre titoli iridati. Ma anche una certa freddezza da parte del pubblico, che Eddie non riesce ad infiammare, preferendo fare gare consistenti, evitare le cadute e portare a casa Mondiali più che fare spettacolo. Nella terza parte del racconto, vi abbiamo parlato del titolo mondiale vinto con la Honda, nel 1989, e del ritorno in casa Yamaha, alla corte di Spencer. Ma la stagione per Lawson 1990 è avara di soddisfazioni, a parte la sua unica vittoria conquistata alla 8 Ore di Suzuka in coppia con Tadahiko Taira, e Lawson divorzia dal Team Roberts e firma un contratto biennale con la Cagiva.
 
La Casa italiana nel 1990 è reduce da una stagione disastrosa, affrontata con un gran spiegamento di uomini e mezzi (addirittura tre piloti: Randy Mamola, Ron Haslam e Alexandre Barros) a cui non hanno fatto seguito i risultati. Il presidente Claudio Castiglioni minaccia propositi di ritiro, ma in suo soccorso arriva la Yamaha, che in forma “anonima” gli fornisce un aiuto per sviluppare finalmente una 500 competitiva e indirizza verso la Casa italiana il pilota con l’esperienza necessaria per renderla competitiva. “First of all, please not ‘pannolone’!”. Dopo aver provato la Cagiva C590 e firmato il contratto, la prima richiesta del pilota americano spiazza Castiglioni. Nel 1990 i piloti Cagiva avevano gareggiato con una vistosa tuta rosso/argento, realizzata dall’azienda giapponese Kushitani, che doveva richiamare le corazze dei centurioni romani. Peccato però che il risultato, soprattutto in zona pelvica, era ben lontano dall’essere quello sperato al punto da preoccupare non poco il nuovo arrivato, che teme di essere ridicolo con un look del genere. Grazie alle sue preziose indicazioni la C591 per il 1991 riesce bene (ma anche la tuta dei piloti per quella stagione non è male...) ed è la prima Cagiva a dimostrarsi competiva in tutte le situazioni e non, come in passato, solo in particolari momenti favorevoli. Lawson è sesto in Giappone nel GP inaugurale, nuovamente sesto in Australia, quinto negli USA, ancora sesto in Spagna per un calo di prestazioni mentre sta avvicinando il quarto e - infine - terzo a Misano in occasione del GP d’Italia, dove scatta  addirittura dalla prima fila. 

vittoria in rosso

“Steady Eddie” story, parte 4 (1991-1992: gli anni in Cagiva)

Dopo anni di delusioni la Cagiva diventa finalmente una splendida realtà e grazie a lui, che chiude il Mondiale al sesto posto, fa un enorme passo verso la prima vittoria, che arriva l’anno seguente, grazie a una scelta coraggiosa. Il 1992 si apre con due importanti novità: il passaggio dai pneumatici Michelin ai Dunlop e l’arrivo di Giacomo Agostini - che ormai da un paio di stagioni ha chiuso il suo team e i rapporti con la Yamaha - come team manager. Non sappiamo quanto Eddie abbia gradito o meno trovarsi nuovamente a lavorare con Agostini, certo è che la Cagiva mal si sposa con le gomme Dunlop e l’ulteriore balzo verso le sfere alte della classifica non arriva. Dopo otto GP, l’unico podio è quello raccolto da Barros con il terzo posto di Assen, mentre Eddie annaspa a centro classifica e non va oltre dei sesti posti. Poi arriva il 12 luglio, giorno in cui si disputa il GP d’Ungheria, sul circuito dell’Hungaroring. La gara viene interrotta per la pioggia dopo un giro e, quando è il momento di riallinearsi, Eddie decide di schierarsi - su consiglio del suo capotecnico Fiorenzo Fanali - con le gomme intermedie anziché le rain come tutti gli altri. È una mossa azzardata che però si rivela vincente e Lawson, dopo una partenza al rallentatore sulla pista bagnata, rimonta posizioni su posizioni e va a vincere il GP. Per la Cagiva si tratta del primo successo in una gara iridata, per Eddie Lawson la trentunesima e ultima affermazione di una carriera eccezionale. 

Daytona e Suzuka

Alla fine della stagione, chiusa al nono posto della classifica iridata, si ritira come aveva in mente di fare e torna, dopo dieci anni passati in giro per il mondo, nella sua amata California. Prima di smetterla definitivamente con le moto corre ancora per due volte la 200 Miglia di Daytona - vincendola nel 1993 e chiudendo al terzo posto l’anno seguente - e per due volte anche la 8 Ore di Suzuka, dove è secondo nel 1993. Oggi Eddie Lawson vive fra la casa della nativa Upland - dove conserva le sue vecchie moto da corsa e buona parte dei trofei - e la tenuta che possiede presso il lago Havasu nel deserto dell’Arizona. Fra tutti i piloti americani della sua generazione è quello con il fisico meno segnato dalle mille battaglie sostenute in pista. Passa le giornate sul lago, con il motoscafo o il jet-ski, oppure carica la sua moto da Cross sul pick-up e va a girare nel vicino deserto. Dopo essersi ritirato non ha mai pensato di rimanere nell’ambiente, magari facendo il team manager e prima di tornare ad assistere ad un GP ha lasciato passare più di dieci anni. Non partecipa nemmeno, salvo pochi e selezionati eventi promozionali per la Yamaha o la Honda, alle manifestazioni dedicate alle moto d’epoca e anche in questo si dimostra lontanissimo dai suoi ex avversari - come Spencer, Rainey e Schwantz - tutt’ora impegnati in forme diverse  con le moto da corsa.  L’unico con cui ha mantenuto buoni rapporti è Wayne Rainey, al quale ha costruito dopo il terribile incidente di Misano nel 1993, un kart speciale per girare assieme in pista.

“Steady Eddie” story, parte 4 (1991-1992: gli anni in Cagiva)

Eddie Lawson a quattro ruote

Dopo aver chiuso la sua carriera motociclistica nel 1992 Eddie Lawson non ha perso tempo e si è buttato in una nuova avventura, questa volta a quattro ruote. A differenza di molti altri suoi ex colleghi del Mondiale 500, come Schwantz e Gardner ad esempio, che dopo essersi ritirati dalle competizioni hanno corso in auto (nelle gare Turismo in Australia per la precisione), più che altro per “disintossicarsi” lentamente all’abitudine alla velocità, Eddie ha preso l’impegno molto sul serio e per quattro stagioni ha gareggiato negli USA, prima con le monoposto della Formula Indy Lights, un Campionato propedeutico al più prestigioso Campionato CART, e poi direttamente alla CART. Nella Indy Lights ha corso dal 1993 al 1995 compreso e la sua miglior stagione è stata quella del 1994 nelle file del Team Tasman Motorsports quando ha chiuso il Campionato al quarto posto con una vittoria (a Cleveland). Nella CART ha partecipato invece al Campionato del 1996 con una Lola T9600 a motore Mercedes del “Delco Electronics High Teach Racing Team” di Rick Galles. I suoi migliori risultati sono stati due sesti posti, alla 500 Miglia del Michigan e sullo stradale di Detroit.

Albo d’oro: 1991-1994

Albo d’oro: 1991-1994
1991

  • 24 marzo, GP Giappone, Suzuka (Cagiva) 6°
  • 7 aprile, GP Australia, Eastern Creek (Cagiva) 6°
  • 21 aprile, GP USA, Laguna Seca (Cagiva) 5°
  • 12 maggio, GP Spagna, Jerez (Cagiva 500) 6°
  • 19 maggio, GP Italia, Misano Adriatico (Cagiva 500) 3°
  • 26 maggio, GP Germania, Hockenheim (Cagiva 500) 4°
  • 6 giugno, GP Austria, Salisburgo (Cagiva 500) 5°
  • 16 giugno, GP Europa, Jarama (Cagiva 500) R
  • 29 giugno, GP Olanda, Assen (Cagiva 500) 4°
  • 21 luglio, GP Francia, Paul Ricard (Cagiva 500) 3°
  • 4 agosto, GP Inghilterra, Donington Park (Cagiva 500) 6°
  • 18 agosto, GP San Marino, Mugello (Cagiva 500) R
  • 25 agosto, GP Cecoslovacchia, Brno (Cagiva 500) 8°
  • 8 settembre, GP Vitess du Mans, Bugatti-Le Mans (Cagiva 500) R
  • Campionato del Mondo, classifica finale (Cagiva 500) 6°
 
1992
  • 29 marzo, GP Giappone, Suzuka (Cagiva 500) 14°
  • 12 aprile, GP Australia, Eastern Creek (Cagiva 500) 6°
  • 19 aprile, GP Malesia, Shah Alan (Cagiva 500) R
  • 10 maggio, GP Spagna, Jesez (Cagiva 500) 11°
  • 24 maggio, GP Italia, Mugello (Cagiva 500) 11°
  • 31 maggio, GP Europa, Catalunya (Cagiva 500) 6°
  • 14 giugno, GP Germania, Hockenheim (Cagiva 500) 6°
  • 27 giugno, GP Olanda, Assen (Cagiva 500) R
  • 12 luglio, GP Ungheria, Hungaroring (Cagiva 500) 1°
  • 19 luglio, GP Francia, Magny Cours (Cagiva 500) 5°
  • 2 agosto, GP Inghilterra, Donington Park (Cagiva 500) 4°
  • 23 agosto, GP Brasile, Interlagos (Cagiva 500) 11°
  • 6 settembre, GP Sud Africa, Kyalami (Cagiva 500) R
  • Campionato del Mondo, classifica finale (Cagiva 500) 9°
 
1993
  • 7 marzo, Daytona, Florida USA, 200 Miglia (Yamaha OW 01) 1°
  • 25 luglio, Suzuka (JNP), Otto Ore (Honda RVF 750) 2° con Tsujimoto
 
1994
  • 13 marzo, Daytona, Florida USA, 200 Miglia (Yamaha YZF 750) 3°
  • 31 luglio, Suzuka (JNP), Otto Ore (Yamaha YZF 750) 4°, con Nagai
Albo d'oro 1974-1982
Albo d'oro 1983-1988
Albo d'oro 1989-1990

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