2014-11-14 21:00:00 -
a cura della redazione

BMW R nineT vs Moto Guzzi Griso: comparativa attesissima

Su Motociclismo di novembre 2014 c’è una delle comparative più richieste dell’anno: quella tra BMW R nineT e Moto Guzzi Griso. Per sapere tutto leggete l’articolo sul giornale, qui ecco la gallery, il video e le atipiche impressioni di guida di uno dei tester
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  • 1/40 BMW R nineT vs Moto Guzzi Griso: si somigliano?

    Bmw r ninet vs moto guzzi griso: comparativa attesissima

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    BMW R nineT e Moto Guzzi Griso: una è poco più di una new entry (presentata a fine ottobre 2013 a Monaco, lanciata a Eicma e in produzione dal dicembre 2013, con riscontri di vendita molto buoni); l’altra presentata come prototipo nel 2002 (si chiamava Tecnocustom) e sul mercato dal 2005, con qualche modifica rispetto al concept, vendite non brillantissime e un futuro incerto (ma anche oggetto di una passione sconfinata da parte dei proprietari). Sono entrambe bicilindriche coi… cilindri sporgenti, entrambe raffreddate ad aria, entrambe blasonate, entrambe con linee da roadster, entrambe coi cerchi a raggi, entrambe con motori da 1.200 cc. Qualcuno dice che si somiglino, quindi che la BMW R nineT sarebbe ispirata alla da Moto Guzzi Griso… Secondo noi no, ma guardate la gallery e decidetelo da soli. Insomma, da quando è arrivata la R nineT, mai comparativa è stata più attesa e richiesta, e ora è fatta: tutto nero su bianco su Motociclismo di novembre, con i rilevamenti delle prestazioni (qui il video del lancio al banco della BMW R nineT), la tecnica, il giudizio dei tester, il verdetto. Per la versione “web” della prova, abbiamo però deciso di fare ancor di più, regalandovi tutto quello che sulla carta non abbiamo potuto mettere. Molte più foto, per cominciare, e poi il video. Infine il racconto di Piero, uno dei due tester “non professionisti” che abbiamo deciso di affiancare agli uomini della redazione in questa comparativa. L’altro è Gianni, che avete già conosciuto come barbuto tester durante la comparativa maxi cruiser in Puglia (vinta dalla Moto Guzzi California 1400 Custom, giusto per ricordarlo). Buona visione e buona lettura. 

    E non scordate che la comparativa completra tra BMW R nineT e Moto Guzzi Griso è pubblicata su Motociclismo di novembre.

     

     

    LA MODELLA E IL TEPPISTA

    di Piero Lo Faro

     

    L'appuntamento è alle otto, ma con il distacco e la freddezza che mi sono congeniali, arrivo in Edisport alle 7 e 20 del mattino sotto lo sguardo stupito della guardia giurata che, mentre gli spiegavo che ero lì per provare delle motociclette, silenziosamente componeva il numero del T.S.O sul suo cellulare.

     

    LA BELLA VITA DELLE ROCK STAR

    Breve vestizione, sorteggiamo le moto (nel senso che salgo sulla BMW R nineT che esteticamente mi seduce subito e faccio il vago) e partiamo. Iniziamo dalla strumentazione. Non me la ricordo. La massima attenzione che le ho dedicato è stata “che bello la moto si è accesa ed è in folle”. Metto la prima e parto seguito dal mio collega tester-hipster sulla Moto Guzzi Griso; un valente fotografo farà di noi delle star.

     

    L'AMICA BONA

    Durante il tragitto spero che la gente mi guardi come quando al liceo uscivi con la compagna bona e “casualmente” passavi davanti al baretto dove stazionavano i tuoi amici. La BMW R nineT è letale perché non fai altro che guardarti nelle vetrine rischiando di centrare macchine, pedoni, ciclisti e quant'altro si trovi sulla tua strada mentre tu, novello narciso, non fai altro che pensare “ma quanto siamo belli?”. La “prova semaforo” conferma l'ammirazione o quantomeno la curiosità degli astanti.

     

    RESTO INDIETRO PER MOTOCICLISTICO NARCISISMO

    Imboccata la tangenziale in direzione laghi, stabilito che non mi guarda più nessuno, inizio a  occuparmi della moto e mi rendo conto che è terribilmente facile e che la guido come se l'avessi da anni mentre con la fluidità di un surfista cambio corsia e accelero per raggiungere la Moto Guzzi Griso che mi ero perso specchiandomi in giro. 

     

    UNA TEDESCA CALIFORNIANA

    La BMW R nineT va che è una bellezza e mi ritrovo a canticchiare Surfin' dei Beach Boys. Avete presente, no? Quella che fa: “bom bom dip di dit di dit bom bom dip di dit...”. Se non l'avete presente ascoltatela qua mentre guardate la nineT,  perché per essere una tedesca 'sta moto è terribilmente californiana, è una special di quelle che vanno tanto di moda oggi, che però tiene la strada e non ha l'impianto elettrico attaccato con la sputazza e cammina, cavolo se cammina, soprattutto riprende da dio in qualsiasi marcia e quando tiri vedi che ce n'è in abbondanza.

     

    NON PAGATE LE TASSE

    Insomma quando la guardi (mi sono specchiato anche su un pullman lucido) e quando la guidi, capisci dove sono finiti i 15.000 euro che hai speso saltando due o tre acconti irpef e iva. Le uniche pecche che fino ad ora rilevo è che con la moto così “piccola” e nuda in autostrada mi sento un po' esposto all'aria e poi la sella non è propriamente un cuscino di nuvole. 

     

    UN HIPSTER MI HA RUBATO LA FIDANZATA

    Finalmente siamo sul lago e proprio mentre mi pregusto le curve e i tornanti con la mia modella californiana, arriva l'ordine: “Scambiatevi le moto”. Guardo la Moto Guzzi Griso accanto a me: la trentina di chili in più si vede a occhio e la sensazione è quella che il tuo amico, oltretutto hipster, ti abbia rubato la modella e ti abbia dato in cambio un tizio grande e grosso con tatuaggi tipo “I used to fuck people like you, in prison”. Vabbè. 

     

    LA GRISO MI STA ANTIPATICA

    Ripartiamo e mi ritrovo a fare le manovre come se avessi un bel furgone da trasloco e all'inizio la mia antipatia è tale che mi metto anche a questionare su cose di cui non mi è mai importato nulla tipo “gnè gnè gnè non c'è neanche l'indicatore della marcia inserita e i comandi delle frecce sono strani e messi male”. 

     

    I GIOVANI SONO MALEDUCATI

    Continuo a lamentarmi tra me e me come una vecchietta di 80 anni che la moto è pesante, sotto i tremila giri va a strattoni e l'on/off e le stagioni non sono più quelle di una volta, i treni non arrivano in orario e i giovani sono maleducati etc. Poi usciamo dai paesini e la strada si apre. 

    Aspetta un attimo. 

     

    MENA, FIGLIUOLO

    Quando inizio a dargli il gas e a buttarla giù di peso nelle curve la mia moto “ergastolana” comincia a darmi delle gran belle soddisfazioni. Anche qui parte la musica nella mia testa ed è l'intero album “Vulgar display of power” dei Pantera, cliccate qui e alzate il volume, perché dai 3.000 giri in su il teppista si scalda, diventa… “fucking hostile” e inizia a cercare la rissa con la strada, affettando ogni curva e ogni tornante da autentica sbarazzina del misto veloce, con un'agilità che neanche ti aspetti mentre il motore ti dice vai e mena figliuolo, qui c'è un sacco di coppia per te, usala senza alcun giudizio. Inizio a godermi la ciclistica e chi se ne frega se è un progetto vecchio, quando si va a botte l'esperienza paga. 

     

    E ALLORA MENIAMO

    La Moto Guzzi Griso dove la metti sta e ti copre le spalle, come farebbe il tuo migliore amico quando ne hai bisogno, e il motore quando deve spingere spinge, eccome se spinge. E proprio non te l'aspetti che ti faccia andare così forte: è come quella scena del bar nel film Trainspotting in cui Franco Begbie in tre secondi passa dal racconto di un'aneddoto al tirare un bicchiere dalla balconata così, tanto per, scatenando una colluttazione micidiale con tutti i clienti.

     

    DUE MESTIERI DIVERSI

    Proprio mentre mi iniziavo a divertire facendo andare gli altri avanti apposta per dover correre per raggiungerli, arriva il nuovo ordine di scuderia: cambiate nuovamente le moto. A questo punto scorgo nel team manager una vena di sadismo, ma finalmente mi arriva l'illuminazione: chiunque non è del mestiere e riesce a giudicare una moto dopo averla provata venti minuti è un genio. O un cretino. Perché dopo aver guidato la granitica Moto Guzzi Griso l'agilità surfistica della BMW R nineT sul misto-veloce mi mette a disagio, sento la forcella che affonda e il mono un troppo secco. Insomma, queste moto, anche se entrambe roadster fanno due mestieri diversi.

     

    SONO (SEMBRO) UNO DI QUELLI VERI

    Facciamo un sacco di foto in cui sembro uno di quelli veri e, come da accordi precedenti con il mio collega di comparativa, torno a Milano con la Moto Guzzi Griso che se in città e nelle strade strette dei centri abitati è una rottura, in autostrada mi fa sentire molto più sicuro della teutonica californiana.

     

    NON SONO SOVRAPPONIBILI

    Dicevo: queste moto fanno mestieri diversi. Aggiungo: hanno due target che non sono sovrapponibili. La BMW R nineT pesa una trentina di chili di meno e costa anche qualche migliaio di euro in più; non essendo proprio una tutto-fare (scordatevi i viaggi lunghi con quella sella e poi non vorrete rovinarne l'estetica mettendole i valigioni?) è perfetta per la città e le sgroppate senza impegno in collina. La Moto Guzzi Griso in città è un Purgatorio e nelle manovre una rottura. Ma quando trova la strada libera si capisce perfettamente il motivo per cui tanti amano le Guzzi. 

     

    NON CAPISCO QUALE MI PIACE DI PIÙ

    Alla fine non ci riesco a dire quale mi piace di più; probabilmente dovrei avere entrambe: una modella tedesca con un inaspettato caratterino da “wild girl” e un amico “tosto” di quelli che non ti mollano mai.

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