Aprilia ETV 1000 Caponord Rally Raid

15 aprile 2003
Aprilia ETV 1000 Caponord Rally Raid

Evoluzione


La maxienduro di Noale si evolve. Modificata nella ciclistica per un uso più adatto al fuoristrada,  in questa versione è dotata anche di accessori che ampliano i confini del turismo per cui è nata. Il prezzo di 13.000 euro è "full optional", comprende le protezioni, le borse laterali rigide ed una coppia di pneumatici tassellati.

Chi scende da una Caponord standard e sale sulla Rally Raid si accorge subito di una cosa: è più alta. Le sospensioni hanno maggiore escursione (200 mm per entrambe, 175 mm sulla standard) e sono completamente regolabili.
La sella è ora a 860 mm da terra contro gli 820 mm della versione normale. E’ una scelta dettata dalla necessità di facilitare il passaggio da seduti alla guida in piedi. Il passeggero è invece posizionato più in basso, per disturbare meno in fuoristrada.
Il manubrio è in alluminio a sezione variabile, è più leggero ed è montato su pregevoli risers ricavati dal pieno, molto rigidi.
Il cupolino è nuovo, più stretto, le frecce non sono più integrate e ci sono veri paramani. Le protezioni laterali e sottomotore di serie, oltre agli attacchi delle valigie rigide, permettono di non danneggiare le sovrastrutture in caso di caduta.
Il cavalletto centrale è di serie e quello laterale è stato irrobustito, così come gli attacchi delle pedane, dalle quali si possono asportare i gommini. La protezione per il faro, il top case e le manopole riscaldate sono offerti come optional. Tutta questa componentistica può essere montata anche sulla Caponord standard.
Scopriamo come va.

Come va



Nell’uso in fuoristrada impressionano favorevolmente le sospensioni che incassano davvero tutto. Dimensioni e pesi sono importanti, non è quindi una moto per andare forte nell’offroad ma per spingersi dove forse, con la versione standard, non ci si avventurerebbe. Nei passaggi più lenti il peso si sente (+10 kg senza valigie) ed emerge la vocazione stradale del progetto Caponord.
Ottimi i freni
, con i dischi che sono ora flottanti e perfetto anche il lavoro di cambio e frizione, preciso il primo, modulabile e resistente la seconda.
La Rally Raid è comoda, protettiva ed il motore spinge con grande dolcezza e regolarità anche da regimi bassissimi, inferiori ai 2.000 giri. E’ potente ma l’erogazione non è mai rabbiosa, contribuendo a doti di guidabilità davvero buone.
Su strada la maggiore escursione ed altezza delle sospensioni ha fatto perdere un po’ della proverbiale precisione della Caponord standard. E’ rimasta comunque molto stabile anche ad andature elevate.
E’ consigliabile montare i Metzeler Karoo (tassellati, max 170 km/h, consegnati insieme alla moto), solo se si ha intenzione di usarla spesso in fuoristrada. Su asfalto, oltre ad essere “sprecati”, non garantiscono la stessa precisione delle coperture semistradali.
L’autonomia è molto buona
, grazie al grosso serbatoio da 25 litri.
La Rally Raid è dotata di catalizzatore e sonda lambda, rientra quindi nei limiti della normativa Euro2 ed è offerta nell’unico colore che vedete nelle foto, molto “africano”.
La filosofia avventurosa ha contagiato anche la monocilindrica Pegaso, denominata Tuscany Tibet.

Com'è fatta



La Caponord in allestimento Rally Raid ha l'obiettivo di soddisfare le esigenze dei clienti più “avventurosi” e va a sfidare la BMW-GS Adventure sullo stesso "campo": il turismo in fuoristrada.


Il motore bicilindrico V60 da 98 CV è invariato nelle caratteristiche tecniche ma riceve una trasmissione finale più corta grazie al pignone da 16 denti in luogo di quello da 17 montato sulla ETV 1000 standard. Dovrebbe risultarne una migliore progressione in accelerazione e ripresa ed una riduzione della velocità massima che Aprilia dichiara solo di 1 km/h (ad un regime superiore).
La Caponord Rally Raid ha emissoni inquinanti nei limiti della normativa Euro2 essendo dotata di catalizzatore trivalente e sonda lambda.
Le modifiche più evidenti riguardano l’estetica mentre la ciclistica è stata adeguata alla destinazione d’uso più fuoristradistica. La forcella di tipo tradizionale è sempre la Marzocchi con steli da 50 mm di diametro ma ora è regolabile in compressione (sullo stelo destro) ed in estensione (sullo stelo sinistro) e porta l’escursione ruota a 200 mm rispetto ai 175 del modello standard.
Il monoammortizzatore è ancora Sachs
con regolazione idraulica del precarico molla ma sulla Rally c’è la possibilità di modificare la frenatura idraulica non solo in estensione (come sul modello standard) ma anche in compressione. Inoltre ora il serbatoio contenente l’azoto è separato. Anche l’escursione della ruota posteriore è stata portata a 200 mm. Per effetto di queste modifiche l’interasse passa dai 1.544 mm originali a 1.568 mm. Sui cerchi a raggi brevettati vengono montati pneumatici tubeless tassellati.
Esteticamente le modifiche sono numerose
e tutte funzionali alla possibilità di un uso fuoristradistico più gravoso. Scompaiono le appendici aerodinamiche integranti gli indicatori di direzione per fare posto a piccole frecce con vetro arancione e a veri paramani da enduro.
Il parafango anteriore è più sottile ed il parabrezza, più alto ed incurvato, ha due viti di fissaggio in meno. Davanti al faro, sui fianchi della carrozzeria ed intorno al motore ci sono robusti paracolpi, funzione assolta anche dai supporti delle motovaligie laterali quando queste ultime non sono montate.
Il manubrio è in alluminio anodizzato
e presenta una curvatura meno pronunciata grazie a risers di generose dimensioni.
La sella, la cui altezza passa da 820 a 860 mm
, è ancora in due pezzi ma non più su due piani, al fine di agevolare i movimenti del pilota nella guida in fuoristrada. Dalle pedane si possono asportare i gommini per un migliore grip degli stivali.
Il paramotore è in fibra di carbonio argentata ed integra la griglia parasassi per il radiatore dell’olio. Interessati dall’opera di restyling anche i silenziatori di scarico, le cui protezioni sono ora in alluminio anodizzato.
Per rispettare lo spirito “avventuroso” del progetto le motovaligie ed il bauletto posteriore sono in alluminio ed hanno capacità totale di 110 litri (40 litri l’una le laterali e 30 litri il top-case). C’è la possibilità inoltre di montare fari supplementari, le manopole riscaldate, la borsa da serbatoio e la protezione per il faro anteriore.
La Caponord Rally Raid costa 13.000 euro, comprese le borse laterali, le protezioni (tranne quella per il faro), il cavalletto centrale ed una coppia supplementare di pneumatici (Metzeler Karoo tassellati).

Tuscany Tibet



Ispirata ad un viaggio fatto veramente con la piccola Pegaso, fino a valicare il passo più alto del mondo, a 5.700 metri di altitudine.
Le modifiche alla monocilindrica di Noale non sono rilevanti come per la Caponord Rally Raid.
La Tuscany Tibet ha assetto rialzato per superare senza difficoltà anche ostacoli difficili, ha il top case di serie (da 30 litri), il manubrio con traversino ed il parabrezza maggiorato.
Le grafiche riprendono quelle della Pegaso realmente utilizzata per il lungo raid sul tetto del mondo.

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